Nel momento stesso in cui ho messo piede sulla Sicilia, ho capito che questo viaggio non sarebbe stato come gli altri. E Palermo, capitale dell’isola, è stata una delle tappe fondamentali del mio itinerario. Caotica ma affascinante, antica eppure piena di vita, con le sue strade baciate dal sole, i mercati colorati, le rovine discrete ma dense di storia: ad ogni angolo sembra che ci sia una storia pronta a rivelarsi.

Ma prima di innamorarmi davvero di questa città, ho dovuto affrontare non poche sfide. Soprattutto per chi ci arriva per la prima volta, le difficoltà non mancano: trasporti complicati, barriere linguistiche, questioni di sicurezza e mille dubbi su cosa mettere in valigia. Ho fatto molte prove, qualche errore, ma anche tante scoperte.

1. Trasporti: Il fascino del caos – prendi il controllo dei tuoi spostamenti

1.1 Come arrivare: aeroporto e stazione

Sono arrivato a Palermo in aereo da Roma, atterrando all’Aeroporto Falcone e Borsellino (conosciuto anche come Punta Raisi), uno dei più importanti dell’intera Sicilia. Si trova a circa 35 km dal centro città e in condizioni normali ci vogliono circa 40 minuti per raggiungere il centro.

Il mezzo più consigliato è il bus navetta Prestia e Comandè: parte ogni 30 minuti e arriva fino alla stazione centrale di Palermo (Palermo Centrale). Il biglietto costa 6,50 euro solo andata, il pullman è pulito, affidabile, con aria condizionata. Si possono acquistare i biglietti online, alle macchinette in aeroporto o direttamente al terminal.

Anche il taxi è una possibilità, ma è fondamentale prendere un taxi ufficiale (bianco, con il logo del comune) e concordare il prezzo prima di salire. Un passeggero del mio volo è stato “fregato” da un tassista abusivo e ha pagato quasi 70 euro, quando il prezzo corretto si aggira intorno ai 45.

Se arrivi da un’altra città siciliana, come Catania o Messina, il treno è un’opzione comune. Trenitalia è il gestore principale, e il sito ufficiale mostra orari e disponibilità. Attenzione però: le infrastrutture ferroviarie siciliane non sono all’avanguardia. I ritardi sono frequenti e può anche capitare uno sciopero improvviso. A me è successo, fortunatamente avevo pianificato con margine.

1.2 Muoversi in città: meglio camminare, serve pazienza per i bus

Il centro storico di Palermo non è molto grande. Luoghi d’interesse come Quattro Canti, la Chiesa della Martorana, il Duomo o il Palazzo dei Normanni si trovano a poca distanza. Camminare è la scelta migliore. Ma attenzione: serve un paio di scarpe comode, perché molte strade sono lastricate di pietre irregolari e scivolose in caso di pioggia.

Per i mezzi pubblici c’è AMAT, che gestisce autobus e tram. Ho usato un biglietto giornaliero da 3,50 euro, acquistabile nei tabacchi, edicole o distributori automatici. Non dimenticare di convalidarlo appena sali sull’autobus. I controllori sono rari ma severi.

Il vero problema è la puntualità: una volta ho aspettato la linea 101 per oltre 25 minuti. Se hai fretta o non vuoi perdere tempo, le app come Bolt o Free Now funzionano anche qui, ma nei momenti di punta trovare un’auto libera può essere difficile.

1.3 Noleggiare un’auto? Solo se hai coraggio

Se vuoi esplorare i dintorni di Palermo – Cefalù, Agrigento, Castelbuono – l’auto a noleggio è comoda. Ma guidare in città è un’altra storia. Il traffico è caotico, i semafori spesso ignorati, gli scooter ti passano ovunque, le frecce quasi mai usate. Ho assistito a un piccolo incidente in pieno giorno: i due automobilisti hanno discusso animatamente in mezzo alla strada per dieci minuti, senza che nessun agente intervenisse. Tutti intorno agivano come se fosse normale.

Se proprio devi noleggiare, fallo fuori dal centro e prendi sempre l’assicurazione completa.

2. Lingua: l’italiano è re, l’inglese solo un extra

Palermo è una città importante, ma non aspettarti l’inglese ovunque come a Milano o Bologna. Al mercato, nei piccoli bar, nei minimarket e nei ristorantini del centro storico, si parla quasi solo italiano, o addirittura il dialetto siciliano.

In aeroporto o nei grandi hotel l’inglese si trova, ma in posti autentici come il Mercato Ballarò o Via Maqueda, spesso è assente. All’inizio ho comunicato solo con gesti e sorrisi, ma poi ho imparato qualche frase utile e tutto è diventato più facile.

Ecco alcune espressioni che mi sono state utilissime:

  • Buongiorno / Buonasera – Per salutare con educazione
  • Un caffè, per favore – Per ordinare con successo
  • Quanto costa? – Per il mercato o i negozietti
  • Dove si trova la stazione? – Quando ti perdi
  • Non parlo bene l’italiano. Parla inglese? – Essenziale!

Scarica un’app di traduzione come Google Translate. I palermitani sono calorosi e anche se parli solo un “Grazie”, ti rispondono con il sorriso. La gentilezza apre porte anche dove manca la lingua.

3. Bagagli: il clima e lo stile di vita decidono cosa portare

3.1 Clima: il sole mediterraneo non perdona

Palermo ha un clima mediterraneo classico: estati calde e secche, inverni miti ma spesso umidi. Da giugno a settembre, le temperature superano facilmente i 30°C, specialmente a luglio e agosto, quando il sole sembra non dare tregua. Le giornate sono lunghe, luminose e spesso senza nemmeno una nuvola. In inverno (da dicembre a febbraio), le minime scendono raramente sotto i 10°C, ma l’umidità accentua la sensazione di freddo, soprattutto nelle prime ore del mattino e alla sera. Va considerato anche che molte abitazioni siciliane non sono dotate di riscaldamento centrale: ci si arrangia con stufette elettriche o coperte in più. Io ho visitato Palermo in primavera (aprile), trovando un clima ideale per esplorare: bastava una giacca leggera durante il giorno e un maglione nelle ore serali. In estate, non dimenticare crema solare ad alta protezione, occhiali da sole con filtro UV, un cappello a tesa larga e una bottiglietta d’acqua sempre in borsa. In inverno, meglio aggiungere una giacca impermeabile e un pigiama caldo, soprattutto se alloggi in case antiche.

3.2 Vestiti: comfort ma con rispetto

Anche se l’Italia è universalmente considerata la patria dell’eleganza, Palermo ha un atteggiamento molto rilassato in fatto di abbigliamento quotidiano. La gente del posto predilige vestiti comodi, leggeri e pratici, adatti al clima e alla vita urbana, specialmente nei quartieri popolari e nei mercati all’aperto. Non serve vestirsi in modo formale, ma è sempre apprezzato avere un aspetto curato, pulito e rispettoso del contesto. Io ho optato per pantaloni leggeri e camicie in cotone durante il giorno, e per una camicia o un vestito semplice la sera. Tuttavia, se prevedi di visitare chiese, cappelle o monasteri – come la splendida Cappella Palatina o la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti – è fondamentale coprire le spalle e le gambe. Portare con sé una sciarpa ampia o un pareo si è rivelato molto utile: lo usavo per coprirmi al bisogno, ma anche per ripararmi dal vento o dal sole improvviso. Inoltre, una giacca leggera con cappuccio può essere un jolly utile in tutte le stagioni.

3.3 Oggetti utili da non dimenticare

  • Adattatore di corrente: in Italia si usano spine di tipo C e L, 220V.
  • Portamonete: molti negozi piccoli accettano solo contanti, spesso monete.
  • Zainetto o borsa a tracolla: meglio se anti-furto.
  • Spray anti-zanzare: indispensabile in estate, specialmente vicino al mare.

4. Sicurezza: occhi aperti, ma niente panico – Palermo non è solo “la città della mafia”

Molti associano Palermo alla mafia. È un pregiudizio duro a morire, ma profondamente sbagliato. Palermo non è una città pericolosa nel senso violento del termine. I problemi veri riguardano borseggi, truffe da strada, piccole insidie quotidiane.

4.1 Zone a rischio e come comportarsi

Ecco dove prestare più attenzione:

  • Zona stazione centrale: soprattutto nelle ore affollate.
  • Mercati (Ballarò, Vucciria): belli ma pieni di distrazioni.
  • Vicoli bui di sera: poca illuminazione e rischio di perdersi.

Una volta stavo tornando da un mercato al tramonto, e ho sbagliato strada. Un gruppo di ragazzi in scooter ha iniziato a girarmi intorno. Per fortuna sono entrato in una pizzeria e ho evitato il peggio. Da quel giorno, di notte esco solo con amici o prendo un taxi.

4.2 Come proteggere soldi e documenti

  • Porta con te una copia del passaporto, l’originale lascialo in hotel.
  • Non tenere tutti i soldi nello stesso posto: io li divido in tre tasche diverse.
  • Usa una cintura portadocumenti sotto i vestiti per sicurezza.
  • Attento a chi ti offre una rosa o ti lega un nastrino: spesso è un trucco per chiederti soldi.

Insomma, serve attenzione, non paura. Se eviti di ostentare ricchezza e mantieni un profilo basso, Palermo ti accoglierà con calore e vitalità.

Preparati bene, e lasciati sorprendere da Palermo

Palermo non ti seduce con l’eleganza. È una città cruda, autentica, a volte scomoda. Ma se le dai tempo, ti ripagherà con emozioni intense. Ricordo ancora l’emozione davanti alla Chiesa di San Cataldo: pietre rovinate ma cariche di storia. O una sera davanti al Palazzo dei Normanni, con un musicista che cantava canzoni popolari siciliane – anche senza capire le parole, ne ho sentito l’anima.

Se vieni a Palermo, porta curiosità e pazienza. I trasporti ti faranno rallentare? Prendila come un invito alla lentezza. Non parli la lingua? Sorridi. Hai paura dei furti? Fai attenzione, ma non chiuderti.